martedì 22 marzo 2016

Unlookable

Come ho detto molte volte, non è che questo blog esista perché mi piacciono alla follia 'ste scarpe, i motivi sono altri. E come detto molte altre volte, dipendesse da me comunque le prenderei classicamente e sobriamente verdi
Però tutto sommato, nella sua essenzialità, la scarpa non mi dispiace, e posso anche dire che di tutte le variazioni avvistate finora, pur in gradi diversi, nessuna mi è parsa irrimediabilmente da bocciare.
Finora.
Perchè queste Stan con i laccetti di velcro al posto delle stringhe, abbiate pazienza ma io le boccio, le boccio senza appello, le boccio con tutti gli IMHO che volete, ma comunque le boccio senza remora, senza esitare, senza pietà.
Le boccio perchè ai miei occhi se vogliamo trovare un connotato proprio di queste scarpette rispetto alle millanta simili (della concorrenza, ma anche della Adidas stessa!) , direi che lo dobbiamo trovare in una loro classicità anni-70, una sorta di "serietà" wimbledoniana che costituisce una sorta di presa di posizione... così come, per dire, una classica All-Star avrà sempre un sapore di playground niuiorchese.
Da questo punto di vista, spiacente ma i laccetti da bambinetto impedito non si possono proprio vedere.

mercoledì 16 marzo 2016

...va con tutto!

L'abbinamento con la gonna in effetti non si vede spesso, e tanto per dire mi pare proprio che per questo blog rappresenti un'inedito. 
Premesso che sarebbe eccessivo sputare sentenze transciant, che molto dipende da QUALE gonna si porta e COME la si porta, mi sbilancio a dire che l'abbinamento personalmente non mi entusiasma: la gonna credo chieda un qualcosa che "prolunghi" la sua connaturata fascinosità: non so, un bello stivale (in caso di gonna severa) o anche all'opposto un bel sandalo, per una gonna sbarazzina... ma la scarpa da ginnastica, generalmente parlando, direi che non ci si abbina con naturalezza.
Nello specifico dell'esemplare qui riprodotto, il quadro mi pare aggravato da quel calzino lungo bianco-bianco,  che proprio nun se po' vede.. e tutto sommato anche dal simil - "ton sur ton" non particolarmente azzeccato: detto e ribadito che LE StanSmith sono quelle verdi, con questa gonna non vedrei altra scelta che andare sul nero che, come si sa... ;-)

Slacciature pericolose


C'è poi l'imprescindibile questione dei lacci.
Questione non certo legata alle StanSmith, ma attinente in generale al vivace e mutevole dibattito sul tema "come si porta la scarpa da ginnastica":  in quanto sneakers, le StanSmith ci cadono certamente dentro appièpari (è il caso di dire).
Devo precisare che in linea di massima io sono per l'allacciatura.
Che poi la mia tecnica allacciatoria lasci alquanto a desiderare (aaaah vedi a non fare l'asilo poi come ci si ritrova!) e di conseguenza mi ritrovi spesso e volentieri con almeno una scarpa slacciata... beh questo non posso negarlo, ma direi che siamo molto, molto lontani da una consapevole scelta estetica!
Tra l'altro a me la stringa involontariamente slacciata infastidisce per la sua... sbrindellaggine e per l'eccessiva libertà che consente al piede (e confido che qualche arguto psico-divulgatore voglia approfondire il tema del perverso "conforto del sentirsi vincolati"), ma non l'ho mai percepita come una roba pe-ri-co-lo-sa. Invece, avendo ogni trepperdue le stringhe slacciate, mi capita molto spesso che mi vengano indicate con tono vagamente preoccupato, quasi che il rischio della "auto-inciampata" fatale sia costantemente dietro l'angolo;  addirittura non troppo tempo fa sono stato apostrofato al riguardo da una sollcecita signora sulla banchina del metrò!
Nel caso specifico delle StanSmith, mi pare di notare un "tasso di allacciatura" percettibilmente superiore alla media... forse perchè superiore alla medià è pure l'età dei portatori di StanSmith, rispetto ad altre sneakers? Certo, esempi di StanSmith (vezzosamente) slacciate, come queste, non mancano.

venerdì 4 marzo 2016

Da sole

Non mi capita di certo spesso di pubblicare un avvistamento il giorno stesso in cui è avvenuto, e mi va bene così: lo scopo (se proprio deve essercene uno) di questo diario è quello di raccontare una tendenza e non certo questo o quel particolare Evento.
Faccio oggi volentieri un'eccezione, attivandomi appositamente in una giornata di per sé "pienotta" , per raccontare di essermi imbattuto oggi in un paio di StanSmith abbastana peculiare, dato che si trovavano sprovviste di... portatore!
La lochescion: gli spogliatoi della Piscina Solari. E per una volta tanto non ci può essere davvero la minima remora circa violazioni vere o presunte della privacy, visto che in questo caso persone in foto non ce ne sono! :-)
Certo si potrebbero facilmente immortalare nelle vetrine e sugli scaffali dei negozi, ma non vale: le voglio "beccare" vissute e utilizzate , calate in un qualche contesto. 

martedì 1 marzo 2016

Abbinamenti

E di questo impeccabile abbinamento con ombrello e metropolitana, ne vogliamo parlare? :-) Stare in giro con l'occhio attento a queste (alla fine dippersé irrilevanti, diciamolo) StanSmith vuole anche essere un espediente per non farsi imprigionare dall'ottuntedente tran-tran, evitare l'auto-reclusione: un piccolo gioco per vivere un po' di più nel mondo invece che abbandonarsi ad una rassicurante "autarchia sensoriale"... ascolto la mia musica, guardo le MIE scarpe, penso al mio ombelico. 
Che poi, in questo caso dell'abbinamento cromatico non mi ero nemmeno accorto, mi ero limitato a individuare il paio di StanSmith e fotografarle; segno che evidentemente la mia "attenzione visiva" verso il Prossimo necessita ancora di molto allenamento. ;-)


giovedì 25 febbraio 2016

Stalkeraggio (?)

A dire il vero, alcune volte ci ho anche pensato di attaccare bottone con il/la "portatore/trice di StanSmith" per concordare una foto posata invece della solita foto rubata... come questa a rischio di stakeraggio!
Ma tutto sommato ho sempre lasciato perdere.
Credo prima di tutto perchè "rubare" la foto fa parte del - seppur minimo - divertimento della cosa, credo in coerenza con l'atteggiamento di non mettersi attivamente a procurarsi  questi incontri, ma lasciar invece che Fato e statistica facciano il loro corso.
Volutamente lascio perdere volti e figure intere: nel documentare un fenomeno di massa le singole persone mi interessano solo in quanto "variazioni sul tema", non per la loro peculiare individualità.  E indubbiamente questo facilita anche le cose, e affievolisce gli scrupoli, per quanto riguarda il discorso "rispetto della privacy".
Alla base di tutto, una convinzione: se sei in pubblico, sei pubblico. E se certo capisco che ci possa essere differenza tra il vederti e il "raccontarti" (quale che ne sia il medium), non mi pare una differenza così sostanziale da crearmi remore. ;-)

Scarpe e buoi...

La cosa "bella" per così dire di tutta questa indagine è che io seguo poco o punto la moda, non ne capisco quasi nulla, non mi appassiona, mi pare ci sia dentro molta creatività (che mi piace) ma anche molta coglionaggine (che non mi piace), e tutto sommato credo che si possa vivere una vita soddisfacente anche catafottendosene alla grande del colore di moda questa stagione o della nuova collezione di Tizio & Caio.
Di conseguenza, non ho per esempio la minima idea se questa moda delle StanSmith sia una cosa milanese, italiana o... mondiale. Ne ho avvistate un paio sparire rapide dentro un portone provenzale, recentemente, ma i tempi forse ancora non erano proprio maturi e comunque stiamo parlando della Provenza..! Sarei curioso di sapere quante se ne incontrano lungo la 5th Avenue, per dire.
Questo ragazzo per esempio era sicuramente inglese madrelingua, e forse non a caso aveva 'sto paio di Stan Smith dal colore decisamente peculiare (ne approfitto per ribadire l'esortazione a preferire le verdi). Però è anche vero che l'ho incontrato qua a Milano, per cui vassapere che non sia stato invece traviato da un impazzimento nostrano?